PENSIONATI – Legge n. 26 /2019


Pubblicato in data 04/04/2019, nelle categorie: Pensione,

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Conversione in legge del decreto legge n. 4 del 28.01.2019 su pensioni e reddito di cittadinanza

Il 27 marzo u.s. il Senato ha convertito con la legge n. 26 del 2019 il decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019.

Riguardo ai requisiti e alle disposizioni relative alla varie tipologie di pensionamento, già contemplate nel decreto legge n.4/2019, non ci sono state variazioni.

Riportiamo di seguito le variazioni apportate nel testo del Senato relative a:

a)  la possibilità di un anticipo della buonuscita/ TFR per i dipendenti pubblici, pari a 45.000 euro anziché 30.000 previsti nel decreto n. 4 del 28.01.2019;

b)  la possibilità di riscattare, da parte di lavoratori che non abbiano contributi prima del 1.01.1996, i vuoti contributivi fino ad un massimo di cinque anni. Il riscatto è consentito in via sperimentale per il triennio 2019/2021.

La rateazione inizialmente prevista in 60 rate è stata portata a 120 (10 anni), quindi è più favorevole;

c)   il riscatto del periodo di studi della laurea ad un costo agevolato annuo di circa 5.000 euro.

È stata tolta la limitazione di 45 anni di età per i richiedenti, consentendo il riscatto, senza il limite di età. Resta confermato che i periodi da riscattare debbono rientrare tutti nel calcolo contributivo, quindi a decorrere dal 1.01.1996. Questo comporta che, pur avendo abolito il limite di età, si possono riscattare i soli periodi di studio universitari posteriori al 31.12.1995. Chi si fosse immatricolato all’università prima del 31.12.1995 per conseguire una laurea la cui durata legale vada oltre il 1.01.1996, qualora intendesse riscattare l’intero periodo del corso di laurea, per il periodo dal 1.01.1996 dovrà versare la somma prevista dalla nuova normativa agevolata di circa 5.000 euro annui e per i periodi antecedenti l’importo stabilito dalla vecchia normativa art. 2 del decreto legislativo n. 184/1997.