FORMAZIONE DOCENTI: ULTIMO ANNO DEL PRIMO TRIENNIO


Pubblicato in data 23/11/2018, nelle categorie: Formazione e concorsi,

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La nota Miur n. 50912 del 19 novembre 2018 fornisce indicazioni e ripartizioni dei fondi per le iniziative formative, per l’anno scolastico in corso, rivolte ai docenti, ai docenti neoassunti e all’inclusione.

Il Piano nazionale di formazione, previsto dalla Legge 107/2015 e normato nel DM 797/2016 , quest’anno scolastico 2018/2019  arriva all’ultima annualità del primo triennio.

La legge 107/2015 definisce la formazione “obbligatoria, permanente e strutturale”, previsione normativa che va letta in relazione con le disposizioni dello Stato Giuridico del personale (T.U.297/1994) e del CCNL 2016-2018 firmato il 19 aprile 2018. Il contratto sottoscritto con le organizzazioni sindacali non ha mutato il quadro previgente, che riporta la formazione in servizio al

concetto di diritto-dovere del singolo operatore ma ha definito con chiarezza il ruolo del Collegio dei Docenti di ogni istituzione scolastica che ha il compito di individuare i bisogni e gli impegni per la cura della professionalità dei docenti. Infatti Le modalità di svolgimento della formazione in servizio vengono deliberate dal Collegio dei docenti, sulla base del PTOF, al cui interno un adeguato spazio dovrà essere riservato al Piano delle azioni formative. L’obiettivo del Piano è quello di rispondere alle esigenze di formazione dei singoli docenti da inserire nel quadro di sviluppo e miglioramento propri di ogni scuola (con riferimento a PTOF, RAV e PdM).

Il D.M. 797 /2016 individua 9 priorità nazionali a cui ricondurre i contenuti delle diverse azioni, i vari livelli e sottolinea l’esigenza di qualificare le metodologie formative, evitando di ridurre i percorsi formativi a meri corsi di aggiornamento, di carattere prevalentemente trasmissivo.

Le attività formative dovranno essere svolte e rendicontate entro l’a.s.2018-2019 e comunque non oltre il 30 novembre 2019.

La presente nota precisa che ,in attesa della definizione del CCNI relativo ai criteri generali di ripartizione delle  risorse per il personale docente ed il personale ATA, queste vengono allocate su 319 scuole polo. Inoltre indica l’ammontare delle risorse finanziarie da assegnare alle istituzioni scolastiche, unitamente a quelle dedicate alla formazione dei docenti neo-assunti e alla formazione sull’inclusione. Le risorse ammontano per quest’anno ad euro  29.678.555,00, a cui vanno aggiunti altri fondi di minore entità disponibili in attuazione di altri dispositivi normativi, quali quelli per l’inclusione e per l’anno di prova e formazione dei neo-assunti. Si aggiungono poi, le risorse previste con la Carta del docente di 500 euro annui che costituiscono una ulteriore opportunità di sostegno indiretto alla formazione dei docenti.

Avvicinandosi la conclusione del primo Piano triennale della formazione il Miur, di intesa con INDIRE, intende procedere ad un’azione di monitoraggio sugli standard di qualità per esso previsti. Già la piattaforma SOFIA consente di disporre ai vari livelli di un quadro ampio di informazioni, utili a cogliere le tendenze in atto, i bisogni formativi ricorrenti, l’apporto dei diversi soggetti alla governance dell’offerta. Per tale ragione, le scuole sono invitate ad inserire nella piattaforma SOFIA le iniziative formative del suddetto Piano, in modo da rendere più organica ed esaustiva la conoscenza delle iniziative in atto. L’iscrizione alla piattaforma SOFIA di tutti i docenti in servizio rappresenta un obiettivo che tutte le scuole dovrebbero perseguire nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda il rispetto dei criteri di qualità esposti nel D.M. 797/2016 la nota richiama alcuni punti di attenzione:

-    operare perché i bisogni formativi espressi dalle scuole (singole o associate in reti di scopo) trovino la giusta considerazione nei piani costruiti a livello territoriale;

-    fare in modo che i piani delle scuole diano rilievo ai bisogni formativi dei singoli docenti, con particolare riferimento alle specificità disciplinari;

-    favorire il ricorso ad attività di ricerca didattica e formazione sul campo incentrate sull'osservazione, la riflessione, il confronto sulle pratiche didattiche e i loro risultati, evitando trattazioni astratte e accademiche;

-    valorizzare le scuole e le esperienze di carattere innovativo, promuovendo forme di gemellaggio, scambio di docenti, visiting;

-    coinvolgere, in modo più incisivo, le strutture universitarie, le associazioni professionali, gli enti e i soggetti qualificati/accreditati, per arricchire la qualità culturale, scientifica, metodologica delle attività formative.