PRESCRIZIONE QUINQUENNALE DEI CONTRIBUTI PENSIONISTICI PER I DIPENDENTI PUBBLICI


Pubblicato in data 30/04/2018, nelle categorie: Personale e Scuola, Pensione,

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Come già riportato nei notiziari precedenti, a seguito delle legittime preoccupazioni suscitate da quanto riportato nella circolare INPS n. 94 del 31/05/2017 che estendeva ai dipendenti pubblici la prescrizione quinquennale dei contributi non versati, la federazione CONFSAL-UNSA era intervenuta presso la Funzione Pubblica il MEF e l’INPS chiedendone la sospensione.

La circolare 94 è stata annullata e sostituita con la circolare  n. 169 del 15.11.2017 nella quale è esplicitamente detto che - si applica ai dipendenti pubblici iscritti alla CTPS (Cassa Trattamenti Pensionistici dipendenti Stato) l’art. 31, comma 1, secondo periodo della legge 610/52 il quale prevede che: nella liquidazione del trattamento di quiescenza spettante ai lavoratori pubblici presso CPDEL, CPS, CPUG e CTPS si tenga conto dell’intero servizio utile prestato , ivi compresi i periodi non assistiti dal versamento dei contributi.

L’INPS aggiunge ,pertanto in assenza di recupero della contribuzione dovuta dalle predette Casse , per avvenuto decorso del termine di prescrizione quinquennale, l’attività lavorativa svolta sarà considerata utile ai fini della pensione.

Questo fa supporre che al momento del pensionamento tutte le mancanze e le inesattezze contributive risultanti nell’estratto contributivo dovrebbero essere sanate d’ufficio e il pensionando  non dovrebbe pagare per il fatto che all’alba del 2018 , nell’era di internet , siano stati smarriti o non risultino i contributi versati “ dallo Stato allo Stato”.

Al personale scolastico sono stati forniti estratti contributivi mancanti di alcuni periodi o risultano periodi completamente errati o versati da scuole dove l’interessato non ha mai prestato servizio e altre difformità varie.

Tenuto conto del documento inviatoci dalla Segreteria Provinciale di Bergamo relativo al convegno del 18 aprile “ Adempimenti in materia pensionistica da SIDI a PASSWEB” dove ha avuto  , da parte del responsabile INPS di Bergamo presente al convegno, risposte  che ci inducono a riconsiderare  la situazione.

Pertanto, per non avere sorprese all’atto del pensionamento ,  è bene attenersi a quanto suggerito nel convegno.

Si riporta di seguito quanto inviatoci dalla segreteria di Bergamo.

A margine del Convegno del 18 aprile “ADEMPIMENTI IN MATERIA PENSIONISTICA, DA SIDI A PASSWEB”, abbiamo chiesto al Direttore dell’INPS dott.re Vittorio Feliciani, chiarimenti in merito alla ” prescrizione quinquennale dei contributi pensionistici”.

 

RISPOSTA

Con la circolare n. 169 del 15 novembre 2017 l’Inps fornisce chiarimenti sulla prescrizione quinquennale dei contributi pensionistici, precisando che sarà attiva dal primo gennaio 2019 anche per i dipendenti pubblici.

L’Estratto conto contributivo è il documento che elenca tutti i contributi effettuati all’INPS in favore del lavoratore. Riepiloga i versamenti da lavoro, figurativi e da riscatto, suddivisi in base alla gestione alla quale il lavoratore risulta iscritto.

Tutti i lavoratori interessati devono verificare la propria posizione contributiva sul sito dell’Inps, accedendo all’area riservata (MyINPS) con le proprie credenziali (codice fiscale, PIN o SPID), Area prestazioni e servizi/Fascicolo previdenziale del cittadino/Posizione assicurativa/Estratto conto.  La verifica della propria posizione contributiva va effettuata prima del 31 dicembre 2018.

 

E chi verifica che l’estratto conto contributivo non è corretto, cioè non compaiono alcuni anni di servizio, pur essendo con incarico a tempo indeterminato, cosa deve fare ?

RISPOSTA

Il lavoratore deve procedere al controllo della propria posizione contributiva e segnalare, con domanda on-line RVPA, eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.

 

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Pertanto è bene invitare i nostri iscritti a presentare la domanda on-line RVPA

(Richiesta Variazione Posizione Assicurativa) per segnalare eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale, che si sono potute verificare nel passaggio dall’INPDAP all’INPS, anche al fine di “bloccare” la prescrizione.