LIQUIDAZIONE DEL TRATTAMENTO DI FINE SERVIZIO O DI FINE RAPPORTO DIPENDENTI PUBBLICI


Pubblicato in data 17/04/2018, nelle categorie: Personale e Scuola, Pensione,

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LIQUIDAZIONE DEL TRATTAMENTO DI FINE SERVIZIO O DI FINE RAPPORTO DIPENDENTI PUBBLICI (RICORSO CONFSAL-UNSA)

La circolare n. 73 del 5/06/2014 dell’INPS ex INPDAP riportava le indicazioni operative relative ai tempi di attesa e la diluizione in due/tre rate della Buonuscita/TFR dei dipendenti pubblici.

Riportiamo il prospetto con la tempistica, a suo tempo elaborato, dalla Segreteria provinciale di Vicenza:

 

Normativa di riferimento

► Circolare Inps 5 giugno 2014 n. 73

Regime generale: termine breve di 105 giorni

► Tempi di attesa: 105 giorni se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta per: a) Inabilità fisica b) Decesso del dipendente c) Decadenza dal servizio.

► L’ente datore di lavoro è tenuto a trasmettere all’Inps gestione dipendenti pubblici la documentazione necessaria entro 15 giorni dalla cessazione del dipendente.

► L’istituto, a sua volta, deve mettere in pagamento la prestazione entro i tre mesi successivi alla ricezione della documentazione stessa.

► Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 105 giorni) sono dovuti gli interessi.

Regime generale: termine di 12 mesi

► Riguarda le cessazioni avvenute dopo il 31 dicembre 2013 con requisiti maturati dopo tale data.

► Tempi di attesa: 12 mesi + max. 90 giorni se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta per: a) Pensionamento per vecchiaia b) Cessazione dal servizio a seguito di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 72 DL 112/2008 c) Cessazione dal servizio conseguente all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento del termine finale fissato nel relativo contratto di lavoro.

► La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di 12 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

► Decorso tale termine, l’Inps deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi.

► Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 15 mesi) sono dovuti gli interessi.

Regime generale: termine di 24 mesi

► Riguarda le cessazioni avvenute dopo il 31 dicembre 2013.

► Tempi di attesa: 24 mesi + max. 90 giorni se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta per: a) Dimissioni volontarie con diritto a pensione anticipata (senza aver raggiunto i limiti di età) b) Dimissioni volontarie con opzione per pensione contributiva (opzione donna) d) Dimissioni volontarie senza diritto a pensione e) Recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento, destituzione dall’impiego).

► La prestazione non può essere liquidata e messa in pagamento prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

► Decorso tale termine, l’Inps deve mettere in pagamento la prestazione entro 3 mesi.

► Decorsi questi due periodi (complessivamente pari a 27 mesi) sono dovuti gli interessi.

Deroghe per chi ha maturato il diritto a pensione entro il 31.12.2011

► Per chi ha maturato il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011 i tempi di attesa sono:

► 105 giorni per le cessazioni: a) Con 40 anni di servizio b) Per limiti di età (65 anni)

► 6 mesi + max 90 giorni per le cessazioni per: a) Quota 96 b) Opzione contributiva donne

Deroghe per chi ha maturato il diritto a pensione dopo il 31.12.2011 ma entro il 31 dicembre 2013

► Per chi ha maturato il diritto a pensione dopo il 31 dicembre 2011, ma entro il 31 dicembre 2013, i tempi di attesa sono 6 mesi + max 90 giorni per le cessazioni per:

a) Raggiungimento dei limiti di età entro il 31 dicembre 2013

b) Cessazioni dal servizio a seguito di risoluzione unilaterale del

 

La disparità, scandalosa, che queste disposizioni hanno creato, tra i dipendenti pubblici e i privati è stata impugnata dalla Federazione CONFSAL-UNSA.

Riportiamo il comunicato UNSA.