PIANO TRIENNALE DI FORMAZIONE – INFORMATIVA AL MIUR


Pubblicato in data 02/09/2016, nelle categorie: Formazione e concorsi,

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Nel pomeriggio di ieri, 1° settembre 2016, si è tenuto al Miur un incontro di informativa sul seguente o.d.g.: “Piano triennale di formazione”.

L’Amministrazione, rappresentata dal dott. D’amico della Direzione Generale del personale della scuola e dalla ispettrice dott.ssa Baretta, ha presentato la sintesi del piano di formazione, inviata, precedentemente alle OO.SS.

L’Amministrazione si è soffermata sulla nuova concezione di formazione in servizio del personale docente “obbligatoria, permanente e strutturale”, come previsto al comma 124 della legge 107/2015.

La formazione in servizio, come previsto da tale legge, introduce alcune importanti innovazioni, evidenziate nella sintesi scritta inviata alle OO.SS.:

-    principio della obbligatorietà della formazione in servizio, finalizzata al miglioramento;

-    definizione e finanziamento di un piano nazionale di formazione triennale;

-    inserimento, nel PTOF di ogni scuola della ricognizione dei bisogni formativi, e, conseguentemente delle azioni formative da realizzare;

-    assegnazione ai docenti di una carta elettronica personale, destinata alla formazione e ai consumi culturali;

-    riconoscimento della partecipazione alla ricerca e alla documentazione di buone pratiche al fine di valorizzare e incentivare la professionalità docente.

Il Ministro emanerà, con apposito Decreto Ministeriale, un atto di indirizzo per il piano di formazione nazionale del personale docente, stabilendo le priorità e le risorse per il triennio 2016/2019, delineando già, a partire dal corrente a.s., un piano strategico e operativo, per sostenere la crescita professionale del personale docente.

Il piano attua una visione che, avvalendosi della innovazione normativa, costituisce, a parere dell’Amministrazione, una occasione strategica per lo sviluppo professionale dei docenti, con l’obiettivo di superare le debolezze del sistema scolastico italiano, adeguandolo ai migliori standard internazionali.

La sintesi scritta evidenzia come si è passati da uno stanziamento destinato alla formazione, pari a 18.447.225,22, relativo al triennio 2013/2015, di cui 4.763.379,58 destinati ai CLIL e 2.717.255,96 destinati al piano di formazione linguistica, ad una destinazione, prevista dalla legge 107/2015 (comma 25) di 40 milioni all’anno di risorse per finanziare iniziative dell’amministrazione, per piani nazionali, per azioni di sistema necessarie a seguito di innovazioni ordinamentali o curriculari, ivi compresa la formazione dei docenti neoassunti in periodo di prova. A tali fondi si aggiungono quelli dei fondi europei del Programma Operativo Nazionale (PON), nonché altre risorse Miur assegnate alle singole Direzioni Generali, per il rafforzamento dell’offerta formativa. Infine vi sono i fondi previsti dalla legge 107/2015 per la carta elettronica del docente, per un importo complessivo annuo di 387 milioni di euro.

Il piano nazionale individua le priorità strategiche per il sistema scolastico in materia di formazione, partendo dai bisogni reali che coniugano i bisogni nazionali, le esigenze delle scuole e le necessità di sviluppo professionale.

Gli obiettivi prioritari del sistema educativo nel triennio 2016/2019 sono evidenziati in base a specifiche aree tematiche.

Per quanto attiene i livelli di governance per il piano lo stesso è attuato come segue:

·                 il Miur a livello centrale, definisce indirizzi strategici, regole di funzionamento, la produzione di politiche specifiche, l’impostazione di un sistema per lo sviluppo professionale dei docenti, e la allocazione delle risorse per la formazione, il monitoraggio e valorizzazione dei risultati delle attività di formazione e lo sviluppo di accordi aggiuntivi con i partner per la formazione;

·                 gli UU.SS.RR. e le loro articolazioni territoriali, in base alle direttive e alle azioni attuate dal Ministero: promuovono, tra l’altro, la costituzione di reti di scuole per la progettazione della formazione nei territori; accompagnano gli ambiti e le scuole, anche con momenti di incontro e formazione attuati a livello territoriale; promuovono il sistema di formazione del personale docente, anche valorizzando le risorse accademiche e professionali del territorio, monitorano la formazione del personale docente attuata sul territorio; organizzano e coordinano le attività formative sul territorio per i docenti neoassunti; organizzano una formazione per i dirigenti scolastici, al fine di adeguarne le competenze progettuali. Per l’attuazione delle attività di competenza degli UU.SS.RR., ogni ufficio di tale livello costituirà una task force permanente, da rinnovare triennalmente, per accompagnare le scuole e le reti di scuole nell’attuazione delle azioni previste dal piano nazionale e dal PTOF. Le scuole costituiscono le reti di ambito e di scuola, previste dall’art. 1, commi 70, 71, 72 e 74 della legge 107/2015;

·                 le reti organizzeranno autonomamente la formazione per il proprio ambito, anche utilizzando uno o più docenti dell’organico funzionale. A tal fine i 321 ambiti riceveranno specifici fondi per la progettazione in autonomia. Il piano territoriale partirà dai bisogni formativi delle scuole. Le attività svolte dagli ambiti territoriali saranno monitorate e verificate, sia amministrativamente, sia per la qualità della formazione erogata:

·                 a livello di singola scuola le attività formative, programmate dalle singole istituzioni scolastiche, devono riflettere i principi e le direttive del piano nazionale di formazione, essere coerenti con gli obiettivi del piano triennale dell’offerta formativa, inserirsi sulle risultanze del piano di autovalutazione per individuare le priorità, e tener conto delle azioni individuate nei piani di miglioramento, oltre ad essere coerenti con le priorità dei piani nazionali.

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La formazione in servizio del personale docente prevede l’obbligo, nel triennio di effettuazione, di 5 moduli di formazione di 25 ore ciascuno, per un totale di 125 ore complessive. Ogni modulo prevede almeno l’effettuazione di 8 ore di formazione in presenza.

La delegazione SNALS-CONFSAL, nel suo intervento ha:

-    evidenziato che si riserva un parere definitivo quando sarà emanato l’atto di indirizzo del Ministro, dopo aver verificato la sua coerenza o meno con la sintesi scritta ricevuta, presentata per grandi linee dall’Amministrazione nell’incontro odierno;

-    ribadito il dissenso per le modifiche, a tutt’oggi non ancora regolamentate, che la legge 107 ha introdotto in materia di obblighi del personale, modificando in modo unilaterale il CCNL, in netto contrasto con quanto previsto dallo stesso CCNL 29/11/2007, che prevede la formazione in servizio come “diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità” (art. 64 c. 1);

-    sottolineato che gli eccessivi compiti attribuiti al ministero in materia di formazione, svuotano, di fatto, l’autonomia scolastica, pur enfatizzata nell’art. 1 della legge 107/2015;

-    chiesto che venga valorizzata la funzione del collegio dei docenti nelle scelte e ribadito la necessità che le attività vengano deliberate dal collegio dei docenti ed, eventualmente, articolate per tematiche, tra le quali il docente possa scegliere quelle coerenti con la propria attività di docenza;

-    richiesto che il docente non debba impegnare, nemmeno in minima parte, i 500 euro della card per l’aggiornamento obbligatorio;

-    sottolineato che tutto il piano prevede un inaccettabile aggravamento del lavoro del personale docente, già insopportabilmente gravato da impegni burocratici.

 

L’Amministrazione ha dichiarato di aver recepito le criticità delle OO.SS. circa la quantificazione dell’obbligo formativo e si è impegnata a sottoporle ai livelli decisionali del Ministero.

Ha sottolineato inoltre la maggior trasparenza di tutte le attività del sistema formativo, ivi comprese quelle fornite dagli Enti, che saranno tutte inserite nell’apposito portale unico istituito dal Ministero.

Ha infine chiarito che la volontà dell’Amministrazione non è quella di imporre un centralismo della formazione.