SUPPLENZE BREVI PERSONALE DOCENTE E ATA: DELUDENTE NOTA DEL MIUR


Pubblicato in data 01/10/2015, nelle categorie: Graduatorie e supplenze,

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Il MIUR ha emanato in data 30 settembre 2015 la nota prot. 2116 dando istruzioni in relazione ai problemi che affliggono il funzionamento delle istituzioni scolastiche in conseguenza del disposto dei commi 332 e 333 della legge di stabilità 2015.

Il contenuto della nota è ben lontano dal dare una risposta concreta e condivisibile alle reali esigenze di funzionamento delle scuole rappresentate e sostenute dallo SNALS CONFSAL, congiuntamente alle altre OO.SS, in specifici incontri con l’amministrazione svoltisi anche a seguito di specifica richiesta congiunta da parte delle OO.SS. rappresentative.

La nota, infatti, si limita, per il personale docente, a fare riferimento all’utilizzo dell’organico potenziato che attualmente non esiste e di cui le scuole non conoscono neppure la futura consistenza e, per il personale ATA, a scaricare sui dirigenti scolastici la responsabilità del ricorso alla sostituzione degli assenti legandola alla necessità di “garantire la incolumità e la sicurezza degli alunni, nonché la indispensabile assistenza agli alunni diversamente abili” aggiungendo anche, come non bastasse questa dizione a cercare di condizionare i dirigenti scolastici, “determinando, inoltre, necessità obiettive non procrastinabili, improrogabili e non diversamente rimediabili, che renderebbero impossibile assicurare le condizioni minime di funzionamento del servizio scolastico tanto da compromettere in modo determinante il diritto allo studio costituzionalmente garantito.”

Nella nota non si trova la minima traccia di una, seppur minima, flessibilità interpretativa della legge di stabilità che consenta un corretto funzionamento delle scuole, come sembrava trapelare in sede di incontri; ciò, in particolare, con riferimento al funzionamento degli uffici di segreteria oberati di oneri di lavoro continuamente crescenti a fronte di organici sempre più ridotti.

Se queste sono le avvisaglie concrete di come il Governo intende affrontare la fase applicativa della legge 107 “buona scuola” non ci sono certo motivi di ottimismo.