PIANO D’AZIONE PER LA COESIONE SOCIALE ED ECONOMICA


Pubblicato in data 08/10/2013, nelle categorie: Personale e Scuola,

STAMPA QUESTO ARTICOLO


Vi riportiamo alcune note di sintesi sul Piano d’Azione per la Coesione (Pac).

 

Il Ministro per la coesione territoriale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha varato il Piano d’Azione per la Coesione (Pac), strumento di riprogrammazione dei programmi 2007-2013 cofinanziati dai Fondi Strutturali Europei.

Oltre ad accelerare l’attuazione della programmazione 2007-2013 per colmarne gli evidenti ritardi, il Pac punta a rafforzare l’efficacia degli interventi, anticipando i nuovi metodi di programmazione rivolta ai risultati che saranno adottati nella Programmazione comunitaria 2014-2020.

Sono state riallocate risorse per un totale di 6,4 miliardi di euro.

La fase I ha interessato quattro ambiti strategici per il Mezzogiorno: Istruzione, Ferrovie, Agenda digitale e Credito d’imposta per lavoratori svantaggiati.

La fase II si è rivolta a un ampio numero di linee di intervento specificatamente volte a favorire la crescita e l’inclusione sociale.

La fase III del Pac sposterà 5,7 miliardi di euro.

Sono interessati: i Programmi Operativi delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Valle d’Aosta; il Programma Operativo Nazionale “Reti e Mobilità” e “Sicurezza per lo Sviluppo”.

 

Intervento 1 (per 377 milioni di euro)

Agevolazione fiscale per micro e piccole aziende delle aree a disagio socio-economico.

Risultati attesi: rafforzare il tessuto socio-economico nelle aree di intervento, salvaguardando le imprese esistenti e l’occupazione, e favorendo la nascita di nuove aziende e posti di lavoro.

Azioni a favore di micro e piccole imprese localizzate o che si localizzeranno nelle Zone Urbane delle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia)caratterizzate da elevato tasso di disoccupazione e disagio socio-economico, per la concessione di agevolazioni fiscali e contributive. In particolare: esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi, dell’IRAP, dell’imposta sugli immobili e dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

 

Intervento 3 (per 530milioni di euro)

Misure innovative e sperimentali di tutela dell'occupazione e politiche attive del lavoro collegate ad ammortizzatori sociali in deroga.

L’intervento si pone come obiettivo il mantenimento di posti di lavoro, l’offerta di effettive opportunità di ricollocazione e l’aumento del numero di occupati a seguito delle misure di politica attiva del lavoro.

La linea di intervento prevede l’erogazione del sussidio combinata con la presa in carico del lavoratore da parte dei Centri per l’Impiego o di Agenzie del lavoro accreditate che dovranno disegnare ed erogare percorsi personalizzati e strutturati di politica attiva per l’inserimento in percorsi mirati di riqualificazione professionale, stage presso aziende, voucher aziendali, partecipazione dei lavoratori ai corsi di formazione continua previsti dai Fondi Interprofessionali, doti formative, etc.

 

Intervento 5 (per 106 milioni di euro)

Potenziamento istruzione tecnica e professionale di qualità.

Questo intervento punta a innalzare le competenze, aumentare l’occupazione giovanile, la cultura del lavoro e la competitività delle imprese, favorendo nei ragazzi le conoscenze indispensabili e, insieme, la consapevolezza delle proprie attitudini, potenzialità e capacità, attraverso esperienze di stage e di lavoro.

La linea di intervento prevede la valorizzazione e l’aumento dell’offerta coordinata di istruzione tecnica e professionale di qualità, attraverso la realizzazione di reti territoriali che coinvolgono giovani, istituti scolastici, tessuto produttivo e servizi territoriali per il lavoro.

I programmi puntano a valorizzare la collaborazione multiregionale e l'integrazione delle risorse disponibili. Gli interventi proposti sono addizionali rispetto a quelli ordinari e saranno realizzati secondo una strategia idonea a integrarli con la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica.

 

Intervento 7 (per 252 milioni di euro)

Interventi di rilancio di aree colpite da crisi industriali.

L’intervento mira alla diversificazione delle attività imprenditoriali nelle aree interessate, con particolare attenzione alle imprese innovative, all’aumento delle competenze e della qualità del capitale umano, tutelando i posti di lavoro e migliorando le condizioni ambientali.

La linea d’intervento punta a rilanciare le zone colpite da crisi industriali con un approccio di programmazione di area, attraverso l’allestimento di strumenti anche innovativi, che valorizzino i segnali

di vitalità imprenditoriale e le potenzialità dei singoli territori.

Nelle aree di crisi industriali complesse si agirà attraverso appositi accordi di programma per la definizione di “Progetti di riconversione e riqualificazione industriale” che puntano sulla promozione di investimenti produttivi anche a carattere innovativo, riqualificazione delle aree interessate, formazione del capitale umano, riconversione di aree industriali dismesse, recupero ambientale ed efficientamento energetico dei siti, nonché realizzazione di infrastrutture strettamente funzionali agli interventi. Nelle altre aree, invece, agiranno strumenti di competenza regionale, anche previsti nei relativi POR (Programmi operativi regionali).

 

Intervento 8 (per 327 milioni di euro) riguarda Strumenti di incentivazione per il rinnovamento di macchinari e attrezzature da parte delle imprese.

Risultati attesi: Rinnovamento dei macchinari e delle attrezzature nelle imprese meridionali su linee di intervento attuate interamente con strumenti agevolativi di competenza regionale. Ciascuna Regione ha già promosso, nell’ambito dei rispettivi PO e in coerenza con la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato, un ampio ventaglio di agevolazioni che si differenziano sia per modalità di concessione che per intensità di aiuto.

Rivolgendosi agli Enti locali preposti, è possibile approfondire le opportunità disponibili.